Studi
Caldelli 1993.
ἐγνώσθη δ' ἡ ἐπιβουλὴ παραδόξῳ τρόπῳ. ἱερὸν ἀγῶνα τελοῦσι Ῥωμαῖοι Διὶ Καπετωλίῳ, θεάματά τε <θυμέλης> καὶ ἰσχύος πάντα ἀθροίζεται ὡς ἐς βασιλίδα πόλιν πανηγυρίζουσαν. θεατὴς δὲ καὶ ἀθλοθέτης σὺν τοῖς λοιποῖς ἱερεῦσιν, οὓς ἐκ περιόδων χρόνον ἡ τάξις καλεῖ, ὁ βασιλεὺς γίγνεται. κατελθόντος δὴ τοῦ Κομόδου ἐπὶ τὴν ἀκρόασιν τῶν ἐνδόξων ἀγωνιστῶν, καὶ αὐτοῦ μὲν προκαθίσαντος ἐν τῇ βασιλείῳ ἕδρᾳ, πληρωθέντος δὲ τοῦ θεάτρου μετὰ πάσης εὐκοσμίας, τῶν τε ἐν ἀξιώσεσιν <ἐν> ἐξαιρέτοις ἕδραις καὶ ὡς ἑκάστοις διετέτακτο ἱδρυμένων.
Traduzione
Il complotto fu rivelato in modo singolare. I Romani sono soliti celebrare un agone sacro in onore di Giove Capitolino; in tale occasione si compiono molte gare artistiche ed atletiche, di ogni specie, in modo degno di una capitale che celebra una grande festa.
L'imperatore assiste alle gare, e le presiede, insieme ad altri sacerdoti, a ciò destinati secondo un turno prestabilito. Dunque Commodo, recatosi a vedere i famosi campioni, sedeva sul trono imperiale; il pubblico, disposto in buon ordine, affollava il teatro, e i dignitari sedevano in posti riservati, secondo i rispettivi gradi.
(trad. di F. Cassola)
