Studi 

Cavallaro 1984; Weber 1986; Bélis 1989; Caldelli 1993.

 

 

ὑπὲρ δὲ δὴ τῆς σωτηρίας τῆς τε διαμονῆς τοῦ κράτους αὐτοῦ (οὕτω γάρ που προέγραψεν) ἀγῶνα πενταετηρικὸν κατεστήσατο, Νερώνεια αὐτὸν ὀνομάσας, καὶ ἐπ' αὐτῷ καὶ τὸ γυμνάσιον ᾠκοδόμησεν, ἔλαιόν τε ἐν τῇ καθιερώσει αὐτοῦ καὶ τοῖς βουλευταῖς καὶ τοῖς ἱππεῦσι προῖκα ἔνειμε. τὸν μέντοι στέφανον  τὸν τῶν κιθαρῳδῶν ἀνικεὶ ἔλαβε, πάντων ὡς καὶ ἀναξίων τῆς νίκης ἐκβληθέντων, καὶ εὐθὺς ἐς αὐτὸ τὸ γυμνάσιον ἐν τῇ στολῇ σφων ἐσεγράφη. κἀκ τούτου καὶ οἱ ἄλλοι αὐτῷ στέφανοι οἱ τῆς κιθαρῳδίας ἐξ ἁπάντων τῶν ἀγώνων ὡς καὶ μόνῳ ἀξιονίκῳ ἐπέμποντο.

 

Traduzione

Per propiziare invece la prosperità e la continuità del suo potere (in questi termini, infatti, lo aveva fatto proclamare) istituì una manifestazione agonistica quinquennale, che egli chiamò Neronia. Per questo evento fece costruire anche un ginnasio, in occasione della cui dedica fece una distribuzione gratuita di olio d'oliva a beneficio di senatori e cavalieri. Assunse la corona dei suonatori di cetra senza però essersi aggiudicato la vittoria, dalla quale erano stati tutti esclusi in quanto ritenuti indegni: poi si recò subito nel ginnasio stesso indossando l'abito che distingueva gli artisti per essere annoverato tra di loro. Da quel momento in poi anche le altre corone che attestavano il primato nell'arte citarodica di tutti gli agoni venivano inviate a Nerone come all'unico artista meritevole della vittoria.