(Fine del II secolo d.C.)

Stele di marmo blu con resti di frontone. Completa in basso e a destra e rotta a metà. Tracce di un’incassatura (per il falcetto) a sinistra.

 

 

Edizioni

BSA XIII, p.185,57; IG V,1,303; AO 57

 

                      [ἀγαθῇ τύχ]ῃ·

               [Ν]ε̣ι̣κηφόρορ

            Σ̣τ̣εφάνω, συνέ-

            φηβορ Πομ(πηίω)

5       [Ἀρ]ι̣στοτέληρ τῶ Μηνοφά-

          [νη]ρ, ἐπὶ πατρονόμω Κλ(αυδίω)

         [Ἀβ]α̣σκάντω νεικάαρ κασση-

         ρατόριν, μῶαν, κελοῖαν, Ἀρ-

         τέμιτι Βωρθείᾳ ἀνέσηκεν.

 

Traduzione

Con buona fortuna.

Neikephoros, figlio di Stephanos, compagno di efebia di Pompeo; Aristoteles figlio di Menophanes sotto il patronomato di Claudio Abaskantos, vincitore nel kattheratorion, nella moa, nella keloia, ad Artemide Orthia dedicò.