(Seconda metà del II sec. d. C.)
Stele sormontata da un frontone, contenente ancora la lama di un falcetto nel suo alloggio, in alto, sopra la prima riga.
Edizioni
Tod-Wace 1906, 218; BSA XII, p. 355,9; IG V 1, 257; AO 7.
Studi
Guarducci 1967-1974, III pp. 52 s.
1 Ὀρθείῃ δῶρον Λε-
οντεὺς ἀνέθη-
κε βοαγὸς βψλʹ(= 2730)
μῶαν νικήσας
5 καὶ τάδε ἔπαθλα
λαβών βψλʹ(= 2730)
vacat
7 καὶ μ’ ἔστεψε πα-
τὴρ εἰσαρίθμοις
ἔπεσι βψλʹ(= 2730).
Traduzione
Ad Orthia dedicò il dono Leonteus, “capomandria”,
vincitore nella moa, avendo riportato questi premi,
e mi incoronò il padre con questi versi di computo uguale.