(II sec. d. C)
Distici elegiaci dalla Valle delle Muse che accompagnano la dedica di tre statue.
Edizioni
Jamot, BCH 26, 1902, p. 302, n. 25; Wilhelm 1911, p. 10, n. 2; *IThesp 387; Thes. 46 in Manieri 2009.
Studi
Schachter 1986, p. 178; Manieri 2009, pp. 420-421.
Μούσαιϛ ὑμνοφίλοιϛ ὑ]π̣άτων ἀνέθεκε Φιλεῖνοϛ
[ἔκγονοϛ ἐνδόξων μνῆμα] χ̣οροστασίηϛ
[ - - Φιλεῖνον - - - περίφ]ρονα τ᾿ Ἀμφίκλειαν
ὧν δι᾿ εὐεργεσίαϛ] π̣ᾶσα τέθηλε πόλιϛ.
[Ψ(ηφίσματι) Β(ουλῆϛ)] Δ(ήμου)].
Traduzione
Philinos, discendente di gloriosi antenati consacrò alle Muse amanti degli inni, a ricordo dell'istituzione del coro, la propria statua… e quella della saggia Amphikleia, per la liberalità dei quali fiorì tutta la città. Per decreto della boulé e del popolo.
