Studi
Lafaye 1883; Lana 1951; Friedländer 1965; Caldelli 1993, p.127, cat. 08.
Tarpeias Diodorus ad coronas
Romam cum peteret Pharo relicta,
Vovit pro reditu viri Philaenis,
Illam lingeret ut puella simplex,
5 Quam castae quoque diligunt Sabinae.
Dispersa rate tristibus procellis
Mersus fluctibus obrutusque ponto
Ad votum Diodorus enatavit.
O tardus nimis et piger maritus!
10 Hoc in litore si puella votum
Fecisset mea, protinus redissem.
Traduzione
Quando Diodoro lasciò Faro e si diresse verso Roma per concorrere al premio Capitolino, Fileni fece voto, se il marito fosse tornato, di leccare, da ingenua fanciulla, quell'arnese che amano anche le caste Sabine. Essendo stata la nave sommersa dalla violenta tempesta, Diodoro caduto in mare e travolto dalle onde nuotò verso il compimento del voto. O marito troppo lento e fiacco! Se la mia fanciulla avesse fatto sulla spiaggia tale voto, io sarei subito tornato indietro.
(trad. di G. Norcio)
