Studi
Lafaye 1883; Lana 1951; Ringwood-Arnold 1960; Friedländer 1965; Leppin 1992; Caldelli 1993, pp. 125-126, cat. 06.
Quod subdere robur
230 illa dies, quantum potuit dempsisse senectae!
nam quod me mixta quercus non pressit oliva
et fugit speratus honos, quam dulce parentis
invida Tarpei caperes! Te nostra magistro
Thebais urguebat priscorum exordia vatum;
235 tu cantus stimulare meos, tu pandere facta
heroum bellique modos positusque locorum
monstrabas.
Traduzione
Quale vigore ti avrebbe potuto iniettare quel giorno, quanti anni avrebbe potuto sottrarre alla tua vecchiaia. Ché quanto al fatto che la corona di quercia mista ad olivo non si posò sul mio capo e mi sfuggì quello sperato onore, con quanta dolcezza tu avresti saputo accattivarti l'animo geloso del Padre della rocca Tarpea! Sotto la tua guida la mia Tebaide incalzava le opere degli antichi vati. Tu stimolavi i miei canti, tu m'insegnavi a esporre le gesta degli eroi, le fasi della guerra, la posizione dei luoghi.
(trad. di A. Traglia e G. Aricò)