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Categoria: Testimonianze epigrafiche

 

Età imperiale.

Ampia stele di pietra calcarea rinvenuta ad Argo, nell’area antistante il museo. Due fori si trovano nella parte superiore; la distanza delle singole linee dal margine è diversa.

 

 

Edizioni

IG IV 591; *Vollgraff 1919-1920, p. 260 (ll. 1-4); Robert 1938, p. 94; Stephanes 1988, p. 195, n° 1066.

 

 

 

 

Studi

Vollgraff 1919-1920, pp. 259-260; Robert 1938 Ét. Epigr., p. 94; Mitsos 1952, p. 141 (= Bull. Épigr. 1954, p. 202, n° 67); Sarikakis 1965, p. 161, n° 33; Stephanes 1988, p. 195, n° 1066.

 

 

 

[ψηφίσματι βουλῆς] Ἀργείων.

 

ἡ πόλις ἡ Θεσσαλ[ονι]κέων Μ(ᾶρκον)

 

Οὔλπιον Διοδώρου υἱὸν Ἡλιόδω-

 

ρον, τὸν ἴδιον πολείτην, νεικήσαν-

 

5     τα Νέμεια δ′, Ὀλύμπια γ′, Πύθια, Ἴσθμι-

 

α [ε′], Ἄκτια β′, Νέαν Πόλιν β′, τὴν ἐξ Ἄρ-

 

γους ἀσπίδα γ′, κοινὸν Ἀσίας β′, Οὐρά-

 

νια δ′ καὶ τοὺς κατ’ ἐπαρχείαν ἀγῶ-

 

νας, ὅσους οὐδεὶς τῶν πρὸ αὐ-

 

10   τοῦ κιθαρῳδῶν, ὑπὸ φωνασκὸν

 

Μ(ᾶρκον) Οὔλπιον Θεόδωρον, τὸν ἴ-

 

διον ἀδελφόν. Vacat

 

vacat

 

 

Traduzione

Per decreto della boulé di Argo. La città di Tessalonica (onora) M(arco) Ulpio Eliodoro, il proprio cittadino, figlio di Diodoros, che vinse i Nemeia quattro volte, gli Olympia tre volte, i Pythia, gli Isthmia cinque volte, gli Actia due volte, a Napoli due volte, lo scudo di Argo tre volte, il koinon d’Asia due volte, gli Urania quattro volte e gli agoni in provincia, quanti nessuno tra i citarodi prima di lui; sotto la guida del phonaskos M(arco) Ulpio Teodoro, suo fratello.