III sec. d.C.

Lastra rettangolare, spezzata in due nel senso della lunghezza e danneggiata in basso e lungo i bordi. A sinistra la superficie è piuttosto corrosa.

L’epigrafe proviene probabilmente da Filadelfia di Lidia ed è attualmente conservata nel Museo di Verona.

 

 

Edizioni

CIG3425; IGR IV, 1636; *Ritti, IMaff.14; Stephanes 1988, p. 459 n° 2622.

 

 

Studi

Knab, 1934, p. 82, n° 2; Sarikakis 1965, p. 195, n. 19; Ritti 1981, pp. 43-44; Caldelli 1993, pp. 147-148, n° 50.

 

 

Μ(άρκον) Αὐρ(ήλιον) Χάρμον Φιλαδελφέα καὶ

{καὶ} Νεικομηδέα καὶ Ἀθηναῖον

τραγῳδὸν παράδοξον, περιο˗

δονείκην, στεφανωθέντα ἱε˗

10   ροὺς ἀγῶνας τοὺς ἀπὸ τῆς οἰκου˗

μένης πάντας ἀπὸ Καπετωλεί˗

ων ἕως Ἀντιοχείας τῆς Συρίας.

 

 

Traduzione

M(arco) Aur(elio) Charmos cittadino di Filadelfia e di Nicomedia e di Atene e tragodos straordinario, periodonikes incoronato vincitore in tutti gli agoni sacri del mondo, dai Capitolia fino a quelli di Antiochia di Siria.