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Categoria: Testimonianze letterarie

 

Studi

Paduano 1979, p. n. 2; Otranto 2000, p. 7; Platter 2007, p.; Manieri 2012, pp. 288-289 n. 49.

 

G. ἡνίκἐπὶ Μόσχῳ ποτέ: ἀντὶ τοῦ μετὰ τὸν Μόσχον. ἦν δὲ οὗτος φαῦλος κιθαρῳδός, πολλὰ ἀπνευστὶ ᾄδων.

(ii) εἰς τὸ αὐτό:Μόσχος κιθαρῳδὸς Ἀκραγαντῖνος. Τινὲς οὕτως, ὅτι νικήσας ἆθλον ἐλάμβανε μόσχον. Τὸ δὲ Βοιώτιον μέλος οὕτω καλούμενον, ὅπερ εὗρε Τέρπανδρος, ὥσπερ καὶ τὸ Φρύγιον. δὲ Δεξίθεος ἄριστος κιθαρῳδὸς καὶ πυθιονίκης. Οἱ δὲ ψυχρὸν αὐτὸν εἶναί φασιν.

Traduzione

G. quando una volta dopo Mosco (ἐπὶ Μόσχῳ): invece di μετὰ τὸν Μόσχον. Era costui un citarodo mediocre, che cantava a lungo senza prendere fiato.

(ii) allo stesso (passo): Mosco, citarodo agrigentino, alcuni lo chiamano così perché il vincitore riceveva come premio un vitello (μόσχον). Il cosiddetto canto beotico, che inventò Terpandro, come anche il frigio. Dessiteo, eccellente citarodo e vincitore ai Pythia. Alcuni dicono che egli sia freddo.