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Categoria: Testimonianze letterarie

 

Studi

Klotz 1896, p. 63; Vollmer 1898, p. 537; Sozzi 1927, p. 214; Robert 1930, p. 54; Izaac 1961, p. 198; Håkanson 1969, p. 148; Clinton 1972, pp. 79-80; Traglia-Aricò 1980, p. 982; Mozley 1982, p. 317; Laguna 1992, p. 4; Gibson 2006, p. 319.

 

 

sin pronum vicisse domi, quid Achaea mereri

praemia nunc ramis Phoebi nunc gramine Lernae

nunc Athamantea protectum tempora pinu,

cum totiens lassata tamen nusquam avia frondes

abstulit aut alium tetigit Victoria crinem ?

 

 

Traduzione

Che se poi si obiettasse la facilità della vittoria in casa propria, che dire dei meritati premi achei con le tempie adorne dei rami di Febo, ora delle erbe di Lerna, ora del pino del figlio di Atamante, quando la Vittoria, sebbene tante volte da te stancata, tuttavia in nessun caso mai si allontanò per sottrarti le sue fronde o si posò su altre chiome? (trad. di A. Traglia – G. Aricò)