(344-343 a.C.)
L’iscrizione si trova su una tavola di marmo pentelico, che fu poi tagliata per formare la metà della vera di un pozzo. Non sono visibili le tracce dei piedi del tripode, pertanto si deve ritenere che i solchi nella pietra per l’inserimento di questi ultimi non fossero molto profondi (Amandry 1977, pp. 187-188).
Edizioni
Reisch 1885, p. 35; IG II 1240; Michel 934; *IG II2 3068; Syll.3 1086; Ieranò 1997, p. 361.
Studi
Amandry 1977, p. 167, p. 169, pp. 187-188.
[Χ]άρης Θεοχάρους Ἀγγελῆθεν χορηγῶν ἐ[νίκα]
[Π]ανδιονίδι Ἀκαμαντίδι παίδ[ων].
[Σ]άτυρος Σικυώνιος ηὔλει.
[Ἐ]πίκουρος Σικυώνιος ἐδίδασ[κε].
5 Λυκίσκος ἦρ[χεν].
Traduzione
Chares figlio di Theochares del demo di Angeleis come corego vinceva
con le tribù Pandionis e Akamantis nel coro dei fanciulli.
Satyros Sicionio era auleta.
Epikouros Sicionio era maestro.
5 Lykiskos era arconte.