(440-430 a.C. ?)
L’iscrizione fu resa nota per la prima volta da Pittakys, che la vide nella parte occidentale della porta di Minerva Archegetis, nell’Agorà di Atene, e riportata in IG I2 772. Da allora, però, non fu più studiata fino a quando, nel 1970, vi fu una sua riscoperta, a 50 metri dal luogo in cui la rinvenne Pittakys, da parte di Shear, che ne curò l’edizione nel 1973. Alcune lettere, tuttavia, non erano più visibili (Shear 1973, p. 175).
Edizioni
IG I 422; IG I2 772; Shear 1973, p. 174; Amandry 1977, p. 182; *IG I3 964; Ieranò 1997, p. 353; Wilson 2000, p. 365 n. 16.
Studi
Pittakys 1835, p. 122; Shear 1973, pp. 173-175; Meritt e Wade –Gery 1963, p. 115; Lewis 1964, pp. 156-157; Amandry 1977, pp. 168, 182, 189; Raubitschek 1982, pp. 130-132; Barron 1983, pp. 1-2 n. 6; Wilson 2000, pp. 304, 365 n. 16, 366 n. 43, 371 n.92.
Ἀριστοκράτης
Σκελίο
ἀνέθηκ<ε>ν
νικήσα[ς]
5 Κεκροπ[ίδι]
Ἐρεχθ̣[ηίδι]
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Traduzione
Aristokrates
figlio di Skellias
dedicò
avendo vinto
5 con le tribù Kekropis
ed Erechtheis
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