VED. ANCHE BEOZIA, TESPIE, MOUSEIA, TEST. EPIGRAFICHE 08.
(fine III sec. a.C.)
Ritrovato ad Aliarto, presso l'acropoli, sulla parte convessa di un blocco di conglomerato calcareo, attualmente al museo di Tebe.
Edizioni
Vatin, BCH 92, 1968, pp. 616-624 (SEG XXV, 556); *Roesch 1982, p. 205; Rigsby 1987, pp. 729-730; Nafissi 1991-93, pp. 111-112; Acr. 7 in Manieri 2009.
Studi
Vatin 1968 (J. e L. Robert, Bull. épigr. 1969, 298); Schachter 1981, pp. 71, 116; Roesch 1982, pp. 205-210; 240-245; Stephanis 1982-1983 (SEG XXXII, 456; J. e L. Robert, Bull. épigr. 1984, 209); Rigsby 1987, pp. 729-740 (SEG XXXVII, 380); Nafissi 1991-93; Manieri 2009, pp. 92-98.
Ἄρχ[ο]ντοϛ [Ἐμ]πεδιώνδα[ο],
Ἑρμάϊοϛ Ἐπιτέλεοϛ ἔλεξε προβεβω-
λευμένον ε[ἶ]μεν αὑτῦ [πὸτ]
[τ]ὸν δᾶμον· ἐπιδεὶ ἁ πόλιϛ Ἀκρη[φ]ιείω[ν] πρ[ι]σ-
5 γεῖαϛ ἀποστείλασα Δαμό[φι]λον Ἀλε[ξί]αο,
Δευξίλαον Θάλ[λ]ω, [Ἀ]πολλώνιο[ν ---]
παρκαλῖ μὲν τὰν πόλιν Ἁρια[ρτίων ὅ]πωϛ
θουσίαν σουντέλει ἐν τῦ [Ἀ]θανᾶϛ Ἰτω-
νίαϛ κὴ Διὸϛ Καρα[ιῶ] τεμέν[ει], ἀξι[οῖ δὲ]
10 πεμπέμεν ἀπὸ πόλιοϛ ἱππ[έα]ϛ [ἐν τὸν] ἀ[γῶ]ν[α]
τὸν ἀπὸ τελέων ἐν τῦ Πτωίων ἀ[γ]ῶνι·
ὅπωϛ διακιμένα τὰ πὸτ τωϛ θεωϛ εὐσ[ε]β[ῶϛ]
κὴ ἐν τὸν λυπὸν χρόνον δια[μ]είνει ἀκό-
λουθα πράττωσα τῆ ἡρέσι· δε[δ]όχθη τῦ
15 δάμυ τάϛ τε θουσίαϛ σουντελέ[μεν τωϛ ἀντι]-
τουνχάνονταϛ ἐπὶ Δα[μο]κλ[ε]ῖοϛ ἐνά[ρχωϛ]
[κ]ὴ ἀποδόσθη βοῦν ὅστιϛ παρεσχέ[θ]ει π[ὸτ]
τωϛ κατόπταϛ· δόμεν δὲ κὴ ἀνάλ[ωμ]α [τωϛ τα]-
μ̣ίαϛ δραχμάων ἑκατὸν πεντείκο[ν]-
20 τα καθάπερ κὴ ἐν τὰ Μωσεῖα· τὸν δὲ ἄρ-
[χ]οντά τ᾿ ἀπὸ τᾶϛ πόλιοϛ κὴ τωϛ [τε]-
[θ]μοφούλακαϛ παρεῖμεν κὴ σουνπομπὰν [πεμ]-
πέμεν· διδόσθη δὲ τῦ ἀρχῦ κὴ τῦϛ πολεμά[ρχυϛ κὴ τῦϛ]
τεθμοφουλάκεσσι τὰ οὑπέρπουρα
25 πάντα κὴ τὰν κωλίαν· πό[ρ]ον δ᾿ εἶμ[εν]
ἐν οὗτο τὸ ἅλωμα ἀπὸ τᾶϛ ἐμφορᾶϛ
τᾶϛ ἐψαφισμέναϛ.
vac
Traduzione
Sotto l'arcontato di Empendionda, Hermaios, figlio di Epiteles, disse di aver presentato questa proposta dinanzi al popolo: poiché la città di Acrefia, che inviò come ambasciatori Damophilos figlio di Alexias, Deuxialos figlio di Thallos, Apollonios, figlio di…, invita la città di Aliarto a compiere insieme un sacrificio nel tempio di Athena Itonia e di Zeus Karaios, e chiede di inviare dalla città dei cavalieri per la gara a squadre all'agone degli Ptoia; affinché la città continui, anche nel tempo futuro, a manifestare la sua pietà nei confronti degli dei agendo conformemente alla sua tradizione[1]; è stato stabilito dal popolo che i sacrifici siano compiuti dai magistrati che si troveranno in carica sotto l'arconte Damokles e sia offerto da loro un bue, che venga fornito davanti ai controllori delle finanze. I tesorieri paghino come spesa centocinquanta dracme, come per i Mouseia; l'arconte inviato dalla città e i thesmophylakes saranno presenti e accompagneranno la processione; siano date all'arconte, ai polemarchi e ai thesmophylakes tutte le parti cotte al fuoco e la coscia. Si prendano le risorse per questa spesa da una contribuzione eccezionale che sia stata decretata.
[1] Nafissi 1991-93 (p. 112) traduce invece: «essendo ordinate in modo pio le questioni religiose, anche in futuro rimangano disposte in modo conforme a questa scelta».